NEWS DA FORANIA, DIOCESI E UP
2012-02-21 Messaggi Subliminali
Negli ultimi 60 siamo stati sempre più bersagliati da migliaia di messaggi subliminali. Messaggi, per lo più visivi, che ci appaiono in secondo piano, nascosti. Messaggi di cui non ce ne rendiamo consciamente conto, ma che ci sono e che il nostro cervello coglie e salva nella memoria. E incosciamente tali messaggi ci giungono e sortiscono il loro effetto. Solitamente sono di contenuto sessuale, e, come si sa, essendo la parola "sex", con tutti i suoi derivati, una parola che fa rizzare le orecchie, è facile venirne anche incosciamente colpiti. Altri messaggi sono di tipo pubblicitario, o esoterico e invitano a comprare determinati prodotti o a miscredere dalla religioni. Tanti cantanti, anche italiani, nelle loro canzoni inseriscono parole che incitano al satanismo, all'uso di droghe, al sesso.
Festa dei Giovani: Domenica 4 marzo 2012 a Jesolo!
Siamo ormai in dirittura d’arrivo con i Campiscuola 2011! La pgconegliano(Pastorale Giovanile Conegliano) riferisce di avere comunque ancora dei posti a disposizione e di iscriversi al più presto.
Finalmente un sito anche per il Comitato Festeggiamenti di Zoppè!NEWS DA PARROCCHIA
2012-02-06 Festa del Patrono - sagra 2012
Il comitato festeggiamenti di Zoppè, organizza, come da lontana tradizione, la sagra paesana in occasione della festa del patrono della parrocchia di Zoppè, che cade ogni anno il primo agosto: giostre ed attrazioni per piccoli e giovani, ottima cucina enogastronomica con specialità locali, musica dal vivo ed intrattenimenti in ogni serata.
Da sempre la nostra filosofia di sagra si basa sulla soddisfazione del cliente proponendo un menù semplice ma efficace e delizioso. Collaboriamo con fornitori locali i quali ci assicurano prodotti, soprattutto la carne, sempre freschi ogni sera.
Negli anni abbiamo proposto serate a tema sempre particolari, da ricordare le serate a base di churrasco e birra oppure le serate con il maialino alla brace dal grande effetto scenografico e culinario. Negli ultimi anni abbiamo proposto le serate a base di pesce alla griglia il successo è stata di grande rilevanza e negli ultimi due anni abbiamo dovuto duplicare la serata al fine di soddisfare le enormi richieste di prenotazione.
Inoltre in tutte le serate si possono degustare grandi porzioni di calamari fritti sempre freschi.
Sta prendendo corpo in queste settimane il programma per la sagra 2012, che inizierà venerdì 27 luglio per concludersi martedì 7 agosto. Stiamo definendo ancora gli ultimi dettagli ma possiamo anticiparvi alcune serate già confermate. Ci sarà una serata a base di tagliata e di buon vino locale, due le serate in cui proponiamo la grigliata di pesce (orate, seppioline, coda di rospo, scampi, ..). Dal punto di vista musicale abbiamo in calendario i confermatissimi “Good Mama” con il Vasco Project e la serata di ballo liscio con “Patricia Band”. Come prime novità dell’anno ci sono i Toys con il tributo ai Queen e il gruppo di San Vendemiano “Shade”. Non dimentichiamo infine la serata dedicata ai bambini con l’intrattenimento offerto dal Mago Max e soprattutto la confermata Pesca di Beneficienza.
A lavorare per la buona riuscita della sagra un gruppo di amici e conoscenti del paese.. il famoso "Comitato Festeggiamenti di Zoppè" formato da ragazzi, ragazze, giovani e adulti che lavorano gratuitamente per questa festa. Nel nuovo sito http://www.comitatozoppe.it trovate tutte le info costantemente aggiornate, foto, link, programmi, notizie. Vi aspettiamo.
..[continua]
2011-12-17
Vin brulè dopo la Messa di Natale
Nella notte di Natale, tra il 24 e il 25 dicembre, dopo la Santa Messa celebrata nella chiesa parrocchiale di Zoppè, il Comitato Festeggiamenti offre a tutti panettone e brulè per scambiarci gli auguri di un Buon Natale accompagnati da qualcosa di caldo..
Per preparci al Natale, come da tradizione, viene proposta la novena di Natale in chiasa a Zoppè per le serate di venerdì 16, lunedi 19, martedì 20, giovedi 22, venerdì 23. Alla novena sono inviati a partecipare tutti i bambini e ragazzi del catechismo, genitori e famiglie, giovani e nonni. Ogni serata inizia alle ore 20.00 con termine massimo alle ore 20.30. La novena è animata dal Gruppo Giovani e dai catechisti. Con il link presente nell'home page di questo sito è possibili scaricarsi le slide che vengono proiettate le sere della novena.
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2011-10-06
Novità Gruppo Giovani
Da quest'anno stravolgiamo un po' l'idea di gruppo giovani. Gruppo deve essere un punto di ritrovo, di chiacchere, di raccontarsi di come va. Il giovedì a gruppo ci si ritrova, si parla del più e del meno, si parla se c'è da organizzare qualcosa assieme, si propongono nuove idee, si danno comunicazioni. In contemporanea ci possono essere varie iniziative che possiamo considerare estranee a gruppo e che sono indipendenti dalla figura animatore-animati come invece è a gruppo. Tali attività coinvolgono in prima persona giovani dai 15 ai X anni tutti alla pari, sono indipendenti e se uno sceglie di parteciparvi lo sceglie in base a suo preciso interesse e di conseguenza farà di tutto per portar a termine l'attività. Queste possono nascere in qualsiasi momento, possono essere proposte da chiunque ed è importante che siano economicamente indipendenti dalla "cassa di gruppo". Ogni attività è indipendente da un'altra e possibilmente le date di ritrovo saranno diverse dal giovedì sera che sarà dedicato a gruppo inteso come punto di ritrovo. Lo spirito delle attività deve essere quello cristiano e/o dell'aggregazione di giovani etc.. Questa idea di gruppo riguarda in particolare i giovani >=3^superiore, con eventuali eccezioni.
ARTICOLI GREST 2012
2012-05-09 Animatore, testimone di vita cristiana
“Siate le mani e il cuore di Cristo per i vostri fratelli”[Giovanni Paolo II]
(Liberamente tratto da un discorso di don Igino Biffi, 5 mag 2012)
Testimoni di Cristo, testimoni dell’amore
I cristiani devono essere testimoni di Cristo e testimoni dell’amore. Bisogna perciò passare dall’ammirazione all’imitazione, dall’essere discepoli all’essere apostoli. Ne parliamo prendendo spunto da alcune cose dette da papa Benedetto XVI.
”Il nostro dna, tutto l’essere, fino alle ultime particelle, è essere in relazione. [..] tutto proviene dall’amore, tende all’amore, e si muove spinto dall’amore. [..]Solo l’amore ci rende felici perché viviamo in relazione per amare e viviamo per essere amati. Potremmo dire che l’essere umano porta nel proprio genoma la traccia profonda della Trinità, di Dio-Amore.” Diceva cosi papa Benedetto all’Angelus del 7 giugno 2009. Certo, tanti obiettano che non è scientificamente dimostrabile questa affermazione, che non è scientificamente dimostrabile l’esistenza stessa di Dio, ma di certo non si può neanche dimostrare scientificamente il contrario. Si passa quindi ad una questione di fede e per fede i cristiani credono che ci sia una parte della Trinità in ognuno di loro, una traccia del Dio creatore.
Siamo fatti per amare. Dice il papa ai giovani della cattedrale di Westminster nel 2010: “chiedo ad ognuno di voi di guardare dentro al proprio cuore. Pensate a tutto l’amore per ricevere il quale il vostro cuore è stato creato e a tutto l’amore che esso è chiamato a donare. In fin dei conti siamo stati fatti per amare”. È questo che ci fa vivere. Se una persona non si sente amata si ammala, la mancanza di amore ci spegne pian piano. È questo ciò che ci vuol dire la Bibbia quando afferma che siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio: siamo stati fatti per conoscere il Dio dell’amore, il Dio che è Padre, Figlio e Spirto Santo, siamo stati fatti per ricevere amore e di fatto ne abbiamo. Dovremmo ringraziare Dio per l’amore che abbiamo già ricevuto, per l’amore che ci ha resi ciò che siamo, l’amore che ci ha mostrato cosa è davvero importante della vita.
A livello pratico, pensando ai ragazzi di cui siamo animatori, cosa ci dice tutto ciò? Ci dice che dobbiamo essere testimoni dell’amore che ci portiamo dentro, ci dice che dobbiamo “amare” i ragazzi che ci sono affidati, ci dice che i ragazzi stessi devono sentirsi amati da noi animatori per stare bene, per vivere l’esperienza estiva in armonia. Sono come delle candele che stanno accese se una cera chiamata amore le alimenta. Se non ascoltiamo la legge dell’amore che ci abita viviamo una vita spenta. La relazione educativa vive una relazione d’amore, lo stare con i ragazzi e voler loro bene. Diceva don Igino: “c’è una grammatica dentro di noi che se non rispettiamo ci spegne. Siamo fatti per obbedire a un qualcosa che è dentro”. Ricordiamo che ognuno comunica ciò che è. È una legge semplice, banale forse, ma concreta: ognuno comunica ciò che dimora nel suo cuore. Non posso dare ciò che non possiedo e non posso raccontare con la mia vita ciò che non ho ancora scoperto o scelto. L’unica misura dell’essere cristiano è quindi la credibilità. Tanto più si è credibili, tanto più possiamo comunicare. Testimoniare è dunque un processo che coinvolge tutta la persona. Possiamo testimoniare Cristo se lui è nella nostra vita. Possiamo dare concretezza alle nostre parole, a tutto quello che diciamo ai ragazzi se noi per primi lo mettiamo in pratica, se noi per primi siamo ciò che diciamo di essere. Affermazione banale e ripetuta un sacco di volte, ma poi in pratica tanti se ne dimenticano…
Talvolta la fede viene meno, talvolta in certi momenti non ci crediamo più, talvolta capita che ci sentiamo distanti, se non distantissimi da Dio. Dice don Igino: “Bisogna passare dal desiderio alla decisione”. L’amore non è solo questione di voglia. L’amore è decisione, è una scelta. Non è solo questione di sentimenti. Si ama col cuore ma anche con la volontà. Anche nella fede c’è una questione di decisione. Diceva Giovanni Paolo II per la GMG di Colonia.. “Quei “greci” alla ricerca della verità non avrebbero potuto accostarsi a Cristo, se il loro desiderio, animato da un atto libero e volontario, non si fosse concretizzato in una decisione chiara: Vogliamo vedere Gesù. Essere veramente liberi significa avere la forza di scegliere Colui per il quel siamo stati creati e accettare la sua signoria sulla nostra vita”. E sempre papa Woytila per la GMG di Toronto 2002 diceva: “Nel contesto attuale in cui molti pensano e vivono come se Dio non esistesse o sono attratti da forma di religiosità irrazionali, è necessario che proprio voi, cari giovani, riaffermate che la fede è una decisione personale che impegna tutta l’esistenza. Il Vangelo sia il grande criterio che guida le scelte e gli orientamenti della vostra vita”. Il sentimento non basta, la fede non basta. Bisogna usare il fatto di aver deciso qualcosa. E questo per quel che riguarda ogni aspetto della nostra vita, le scelte di ogni giorno, anche la semplice scelta di fare gli animatori del Grest. Magari all’inizio si è spinti da una forte motivazione, da un desiderio grande che con la stanchezza magari va scemando. Non è solo in sentimento che deve condizionarci ma la scelta che abbiamo fatto, la scelta di lavorare per il Grest e per i bambini che ci sono affidati.
In questo contesto è quindi lecito parlare di carisma e cioè quel modo in cui si è presenti nella Chiesa, il modo in cui si vive il Vangelo. Un carisma è un dono dello Spirito Santo, concesso ai singoli uomini o a piccoli gruppi di persone per l’utilità e il bene di tutta la comunità. I carismi non sono dati ai singoli perché ognuno li tenga per se ma perché li mettano al servizio del bene comune: sono doni che vanno donati. Si può dire sinteticamente che il carisma è il modo con cui si concretizza la mia donazione nella Chiesa, è il volto concreto che do all’amore, il carisma è la forma concreta del mio modo di amare. Quindi ogni realtà, ogni persona, ogni ordinamento religioso ha un proprio carisma, un proprio modo di essere.
Tutti questi concetti, forse un po’ troppo complicati per il pubblico di questo sito, come sono quindi traducibili per noi animatori e per quello che facciamo?
L’oratorio non è nato con l’ordinazione sacerdotale di don Bosco ma ben prima: è nato quando da adolescente radunava i ragazzi attorno a sé e univa istruzione, divertimento e preghiera. L’oratorio non è nato a Valdocco, ma sul prato di Colle don Bosco, dove don Bosco radunava i coetanei.
[don Pascual Chavez]
Animatore e animato. Un rapporto in conflitto. Liberamente ispirato al discorso di don Piero Bianchi all’incontro TGS del 31 marzo.
Come deve rapportarsi un animatore con i propri animati? Partiamo da un esempio critico. C’è sempre la cosiddetta “spina nel fianco”, quei ragazzi che “sanno tutto” di noi, che ci osservano di continuo, che se facciamo qualcosa di diverso rispetto a quello che diciamo siamo spacciati. Si, questi sono gli animati peggiori: quelli che cercano di far breccia nelle nostre minime incoerenze. A volte sono ragazzi infelici o con qualche problematica sociale, a volte lo fanno solo per loro natura, a volte forse lo fanno per dispetto. Di sicuro non vivono una relazione positiva, di sicuro non si sentono accolti appieno, apprezzati, amati da parte di quelle persone che dovrebbero appagarli in questi aspetti.
Come comportarsi con questo tipo di ragazzi? E come comportarsi con tutti gli altri? Che magari avranno altre problematiche o che comunque sono ragazzi che ci vengono affidati e che in ogni caso sono da “animare”. Per capire questo problema dobbiamo fare un passo indietro e porci una domanda: le relazioni che instauriamo con i ragazzi che siamo chiamati ad essere educatore, sono relazioni educative? Se la risposta è si allora il problema non si pone, stiamo comportandoci nel modo giusto. Se la risposta è “forse” o “no”, meglio che rivediamo il nostro rapporto con loro. Il rapporto animatore-animato deve essere un rapporto asimmetrico più che altro per questioni di età. Questa distanza deve assolutamente essere mantenuta soprattutto con differenze di età molto grandi. Se ciò non fosse sarebbe gravissimo dice don Piero: “Il carattere educativo non è il carattere amicale. Se trasformiamo l’uno nell’altro poi è difficile tornare indietro. Ci vuole il coraggio di dire di no” al costo di sentirsi dire “che stronzo che sei”.
È tutto incentrato sulla stima che un educatore ha di se stesso. Se sto bene con me stesso non ho nessuna paura di dare dei limiti, dei divieti. Pensiamo ad esempio ai genitori. Perché ultimamente concedono tutto ai figli senza obiettare troppo? Perché hanno paura a dire di no, paura della reazione del figlio, paura di perdere o di rovinare il rapporto con il figlio. “Passo sbagliato”, ripete don Piero, “bisogna costruirsi prima di tutto noi come persone, avere stima di noi stessi. Altrimenti facciamo del male a chi ci viene affidato”. E questo sia se siamo genitori, sia se siamo educatori. Si educatori, perché un animatore deve essere un educatore.
Se un ragazzo si identifica in me può certo farmi piacere e farmi star bene. Ma ciò non fa bene a lui perché perde il suo essere, perde se stesso e diventa una copia di me. Questo è un problema sicuramente dei ragazzi più deboli, magari non di tutti, ma resta il fatto che è fondamentale cercar di prevenire queste situazioni. Nel gruppo non ci devono essere i privilegiati, non ci devono essere quelli di business class. Bisogna voler bene a tutti in modo eguale. Si, è difficile soprattutto a livello personale a volte, ma è il nostro dovere di educatori. Bisogna cercare di valorizzare magari i più timidi senza però nel qual tempo far si che questo sopraffaccia gli altri. È necessario un equilibrio nel gruppo, e spetta a noi educatori crearlo e farlo rispettare. Con don Bosco tutti i ragazzi si sentivano privilegiati, lo possiamo leggere anche nelle sue memorie. E per compiere questa impresa bisogna conoscere tutti i ragazzi. Ma questo è un altro discorso ce merita un approfondimento interessante per un prossimo articolo.
“Educazione è cosa di cuore e solo Dio ne possiede le chiavi” dice san Giovanni Bosco; l’educatore deve soltanto voler bene, non deve aspettarsi qualcosa dall’altro altrimenti non è più una relazione educativa ma diventa piuttosto un “far qualcosa per un profitto”. “Educatori non si è, educatori si diventa” diceva un titolo di un vecchio libro sul mondo dell’animazione e si potrebbe aggiungere “educatori si è sempre” in ogni momento della vita. Ecco un punto su cui riflettere: perché mi viene dato l’appellativo di “animatore” e cosa ne consegue?
L’educatore deve avere il coraggio di dare delle regole, di imporsi, anche se… educare è “lasciare che uno si sbagli”. Noi arriviamo fino ad un certo punto. Poi c’è la libertà e che ognuno faccia quello che vuole.
..[continua]NOTIZIE GREST 2012
2012-05-08 Formazione Animatori Grest
Si sta avvicinando il periodo del Grest. Ecco il programma per gli incontri di formazione animatori grest per tutta la forania di Conegliano.